Y/N ed Eminem (Marshall) crescono nello stesso quartiere difficile di Detroit, fatto di palazzi grigi, sirene di notte e sogni che sembrano sempre troppo grandi per restare lì. Si conoscono da sempre, ma non si sono mai sopportati. Marshall è chiuso, provocatorio, sempre con le cuffie addosso e un quaderno pieno di rime aggressive; Y/N invece è impulsiva, orgogliosa, non sopporta il suo atteggiamento da “so tutto io” e lo accusa di vivere solo nel suo mondo. A scuola si punzecchiano continuamente, si rispondono male, si evitano… eppure finiscono sempre nello stesso posto: le stesse panchine, gli stessi bus, le stesse feste improvvisate nei garage. Lui la prende in giro perché lei non crede davvero nei sogni, lei lo provoca dicendogli che nessuno ascolterà mai le sue canzoni. Ma sotto quell’odio adolescenziale c’è qualcosa di irrisolto: si conoscono troppo bene. Sanno entrambi cosa significa sentirsi fuori posto, avere una famiglia complicata, sentirsi invisibili. Una notte, dopo una lite più dura del solito, Y/N ascolta per caso una delle sue canzoni non finite e capisce che dietro la rabbia c’è solo un ragazzo spaventato di fallire. Marshall, dal canto suo, scopre che Y/N è l’unica che non lo vede come un perdente o un genio, ma semplicemente come lui. L’odio diventa complicità, le discussioni si trasformano in risate a metà, le mani si cercano senza accorgersene. Quando lui ottiene le prime vere opportunità nella musica, Y/N è convinta che la lascerà indietro — invece Marshall sceglie lei, il quartiere, le radici.

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@Mary99
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